domenica, Febbraio 25, 2024

Acea Run Rome The Marathon e WWF corrono insieme per clima e natura

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DOMENICA 19 MARZO IL WWF PARTECIPERÀ ALLA STAFFETTA ACEA RUN4ROME, CON LO SLOGAN “MENO CO2 PIÙ NATURA! L’EQUAZIONE DEL FUTURO”. IL SODALIZIO TRA L’ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA E ACEA RUN AVRÀ COME MASCOTTE VITTORIA, UNA TARTARUGA MARINA CARETTA CARETTA, SPECIE IN ESTINZIONE, PROTETTA DAL WWF

Domenica 19 marzo si terrà a Roma la gara podistica Acea Run Rome The Marathon, cui partecipano, ogni anno, tantissimi runner, che attraversano tutti i siti storici più importanti della Capitale.

Si tratta di un evento che coinvolgerà oltre 30mila persone, provenienti da tutto il mondo e permetterà a grandi e piccini di essere protagonisti e di vivere una domenica speciale.

Varie le opzioni di gara: la maratona con distanza olimpica di 42,195km, la staffetta solidale “Acea Run4Rome” o la Stracittadina “SNA4IFUN Run 5k”.

Quanto a Rome4Runners, poi, speciale staffetta che prevede un “charity programme”, che trasformerà l’evento sportivo in un grande progetto etico e sociale. Tante le associazioni che vi aderiscono, infatti, tra cui il WWF, con lo slogan “MenoCO2Più Natura! L’Equazione del Futuro”.

WWF Italia e Run4Rome

Il WWF parteciperà alla staffetta con ben venticinque squadre, con start alle 8.15, e allestirà anche uno stand con attività di intrattenimento al Circo Massimo.

Lo slogan del WWF, servirà a richiamare l’attenzione sull’urgenza di difendere la natura e contrastare il climate change. Perché bisogna costruire e ripensare il rapporto con il nostro Pianeta, perché l’unico in grado di fornirci le risorse vitali di cui necessitiamo.

L’iniziativa, accolta da Acea Run Rome The Marathon, serve per supportare anche l’edizione 2023 della Earth Hour – L’Ora della Terra, che si celebrerà il prossimo 25 marzo, in Italia e nel mondo.

Anche quest’anno, come sempre, dalle 20.30 e per un’ora, verranno spente le luci di monumenti, luoghi istituzionali, abitazioni per richiamare l’attenzione sulla necessità di azioni concrete contro la crisi climatica.

Vittoria la mascotte

Simbolo della sinergia tra Acea Rome Run The Marathon e WWF è Vittoria, la simpatica mascotte dell’evento. Una tartaruga marina Caretta caretta, scelta proprio perché rientra tra le specie maggiormente a rischio di estinzione nel Mediterraneo, tutelate dal WWF.

Le tartarughe marine sono animali molto longevi e la loro “maratona nel Mediterraneo” le porta a viaggiare da una sponda all’altra, alla ricerca di aree dove nutrirsi e riprodursi. E, per le femmine più adulte, a cercare spiagge tranquille dove deporre le loro uova una volta l’anno.

Ma i nostri mari sono pieni di insidie per questi animali, anche perché hotspot di minacce antropiche.

Infatti, non solo le acque si stanno scaldando più velocemente, consentendo l’arrivo nel Mare Nostrum di specie aliene, ma sono anche “invase” dai rifiuti. Si stima, infatti, che, ogni anno, 570mila tonnellate di plastica finiscano in mare. Molti di questi rifiuti (circa il 18%) provengono dalle attività di pesca, acquacoltura e navigazione, e includono attrezzi da pesca persi o abbandonati.

Il climate change  

Il cambiamento climatico, in particolare, compromette ulteriormente la sopravvivenza delle tartarughe marine, alterando il sesso dei nati e, quindi, la struttura dell’intera popolazione. In particolare, la temperatura della sabbia superiore a 29°C, dà, per lo più, origine a femmine.

Per cui, l’innalzamento ulteriore di queste temperature potrebbe causare, nel lungo periodo, una scarsità di maschi. E, in ultima battuta, metterebbe a rischio le capacità riproduttive della specie, con conseguente diminuzione di Caretta caretta nelle aree del Mediterraneo.

Considerate, quindi, le tante minacce cui le tartarughe sono esposte, il WWF ha pensato a tante iniziative di conservazione, grazie al “Network tartarughe del WWF Italia”. Costituito dalla rete di operatori, centri di recupero e volontari costruita negli anni sul territorio. Infatti, ogni anno, più di cento volontari si sono impegnati per un totale di circa 2mila ore, percorrendo a piedi circa 5mila km di spiagge, per segnalare e proteggere i nuovi nidi.

Numero verde ONA

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