sabato, Febbraio 27, 2021

Accordo di Parigi: “Make America green again”

Ultime News

Il nuovo ministero della Transizione ecologica

Da Ambiente a Transizione ecologica: cosa cambiaQuando si parla di “transizione ecologica” si intende un nuovo modello economico-sostenibile che...

Coriandoli ecologici per festeggiare il Carnevale

Coriandoli in materiali sostenibili per fare festa in pieno rispetto dell’ambienteCarnevale è la magnificazione dei colori. Ma d’ora in...

“I tre cittadini”, piccolo manuale di educazione ambientale

“La paura degli eventi naturali è oggi totalmente immotivata: basterebbe informarsi di più e meglio”“I tre cittadini” è un...

Gli Stati Uniti di nuovo nell’accordo di Parigi per il clima

In uno dei suoi primi atti come presidente, Joe Biden ha emesso un ordine esecutivo che riporta gli Stati Uniti all’accordo sul clima di Parigi. La nazione che aveva contribuito a dare forma all’atto, sotto la guida di Barack Obama, torna a sottoscriverlo grazie al tempestivo intervento del nuovo rappresentante eletto dal popolo statunitense.

accordo di Parigi wwf

Ne dà notizia il WWF Italia, l’organizzazione auspica che “questo rappresenti l’inizio di una fase di accelerazione globale delle politiche per azzerare le emissioni di gas serra (a cominciare dalla CO2 e dal metano) e della transizione giusta verso un’economia decarbonizzata e rigenerativa”.

Risulta essere necessaria un’azione globale derivante dalla collaborazione internazionale“, così afferma, invece, l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA. Da qui il presupposto per ripartire da un’economia sostenibile, pilastro fondamentale per i piani futuri di tutte le nazioni coinvolte.

Questo è il motivo per cui destò sgomento, alla fine del 2017 e sette mesi dopo l’entrata in vigore dell’accordo di Parigi, la marcia indietro sancita dal presidente Donald Trump.

Al contrario, agli albori del suo mandato, il neoeletto Biden ha deciso di ascoltare la voce del popolo. Infatti, grande è stata la mobilitazione dei giovani americani e di tutto il mondo dal 2016 a oggi. Un cambiamento bottom-up: che parte dal basso, un ritorno al rispetto del pianeta Terra, voluto dalle masse, cui il nuovo presidente ha deciso di dare credito.

Per questo, con una lettera alle Nazioni Unite, firmata mercoledì 20 gennaio 2021, il presidente degli Stati Uniti ha formalmente avviato il processo di 30 giorni per riportare la nazione nei termini dell’accordo di Parigi.

Tutto quello che c’è da sapere sul Paris agreement

Accordo di Parigi
100

Nel dicembre 2015, quasi tutti i Paesi del mondo, 195 in totale, hanno siglato il primo patto globale volto a ridurre le emissioni di gas serra che riscaldano il pianeta. È stato un traguardo diplomatico fondamentale e l’apice dell’agenda ambientale del presidente Barack Obama.

Il documento, firmato nella capitale francese, ha come finalità quella di limitare il riscaldamento globale fino ad arrivare progressivamente a stabilizzarlo a 1,5 gradi centigradi.

Da accordo, tutti i Paesi firmatari, tra cui gli Usa e i Paesi dell’Unione Europea acquisiscono le direttive concordate a livello generale e si impegnano a comunicare gli impegni a livello nazionale, dovendo prevedere revisioni migliorative ogni cinque anni. 

Infine, parte del patto prevede la segnalazione dei progressi compiuti. Si può dire che il patto di Parigi sia basato sui pilasti della trasparenza e della responsabilità.

Patto di Parigi: una misura necessaria e innovativa

Il 2020 ha segnato il record dell’anno più caldo mai registrato e i sei anni precedenti sono stati tra i più caldi di sempre.

La temperatura terrestre continuerà a salire se non verrà arrestato il fenomeno delle incontrollate emissioni di carbonio. Lo scenario nefasto che si prospetta sarà caratterizzato da un innalzamento del livello del mare, tempeste sempre più potenti, siccità e relativa carenza di cibo e danni all’ecosistema.

Per questo, l’accordo di Parigi ha fissato come obiettivo comune per gli Stati la riduzione delle emissioni di carbonio, nel tentativo di evitare l’ira funesta della natura. Il testo definisce un quadro per prevenire il cambiamento climatico e cerca di limitare l’aumento della temperatura globale.

Quali sono, nello specifico, le conseguenze del riscaldamento globale? Sembra che sia difficile comprendere che l’inevitabile esito delle nostre azioni irrispettose sia nocivo soprattutto per noi stessi. Vaste aree del pianeta, molto presto saranno inabitabili per via di temperature incompatibili con la vita umana.

accordo di Parigi, riscaldamento globale

Lo scioglimento dei ghiacciai, l’acidificazione dei mari, la desertificazione e gli eventi climatici estremi sono solo la punta dell’iceberg. Chi pensa che queste problematiche non riguardino il proprio orticello si sbaglia di grosso. Alle questioni ambientali appena enunciate fanno seguito la diffusione di malattie tropicali, cospicui danni economici e sociali.

“Parigi val bene una messa”: i piani di Trump

concordato di Parigi vs Trump

L’emerito presidente Donald J. Trump ha definito il cambiamento climatico una bufala. Incurante del futuro delle nuove generazioni ha preso una posizione ben precisa nei confronti del globo terrestre.

“Green” solo se si parla del colore delle banconote, l’America di Trump ha rappresentato l’apoteosi della vittoria del profitto a breve termine a discapito della salute del pianeta e dei cittadini.   All’inizio della sua presidenza, Trump ha espresso la sua opinione relativamente all’incompatibilità tra l’agenda di Parigi e il suo progetto “America first”. L’accordo di Parigi, dal suo punto di vista, sarebbe stato dannoso per l’economia. Parere ampiamente smentito dal giudizio dei grandi investitori americani che hanno sottolineato quanto la decisione di Trump sia stato un passo falso.

Gli Usa rischiano, ad oggi, di rimanere indietro nella corsa per la creazione di una economia globale più pulita.

Non è però una questione meramente economica: gli americani rappresentano poco più del 4% della popolazione mondiale ma sono responsabili di quasi un terzo dell’eccesso di anidride carbonica nell’atmosfera. Gli States hanno avuto un lungo vantaggio sulla combustione di carbone, petrolio e gas naturale, per questo far parte dei progetti di Parigi era considerato da molti un imperativo morale.

L’era di Trump: un’offesa alla democrazia

Accordo di Parigi Biden

Dopo Trump, è lecito pensare che qualsiasi neoeletto presidente degli USA sarebbe stato acclamato con ardore.

L’esito del modus operandi del presidente emerito è rappresentato dal dilagarsi di quella che possiamo considerare la peggiore tra le piaghe mondiali: la minaccia populista.

I seguaci di Trump, infiammati dalle sue insinuazioni post elezioni, hanno tentato di occupare gli edifici governativi di Washington della portata del Campidoglio. Un evento senza precedenti che mostra il degrado di una società contraddittoria, così avanzata a livello economico e industriale e così arretrata sul piano culturale.

Le speranze degli americani sono riposte nella nuova figura presidenziale, l’unica possibile alternativa a Trump, eletta dalla cittadinanza. Biden porta con sé il grande fardello del degrado raggiunto durante questi ultimi anni. Recuperare i danni relativi a politica estera, sanità ed economia non è impresa facile. Questo, però, è l’impegno che si è assunto il neoeletto presidente.

Accordo di Parigi e agenda futura: zero emissioni nel 2050

patto di parigi-inquinamento

La decisione di Biden di tornare al patto sul clima adempie ad una promessa elettorale. Questa promessa mantenuta, però, non deve essere considerato un traguardo raggiunto ma, semplicemente un punto di partenza.

Il 2021 è stato considerato da tutti l’anno della rinascita. Lo sarà effettivamente se verranno assunte le decisioni e gli impegni necessari ad affrontare in modo più efficace il cambiamento climatico. L’obiettivo dell’agenda ambientale di tutte le nazioni deve essere caratterizzato da un nuovo impulso all’azione di conservazione del pianeta per un futuro sostenibile.

Alla presa di posizione politica di Biden deve fare seguito un’azione concreta. La direzione è quella della produzione di energia derivante al 100% da fonti rinnovabili, fino ad arrivare all’azzeramento delle emissioni nette di CO2, entro il 2050. L’Europa non è esonerata da questo progetto, quanto previsto per gli Stati Uniti deve valere per tutte le potenze mondiali, la lotta contro l’inquinamento, del resto, coinvolge ogni singolo essere vivente presente nel globo terreste.

(fonti: NY Times, 21 gennaio 2021, The Paris Climate Agreement: What You Need to Know. Wall street journal, 21 gennaio 2021, What Is the Paris Climate Agreement and Why Is Biden Rejoining Now? WWF Italia, 20 gennaio 2021, Gli USA di nuovo dentro l’Accordo di Parigi sul clima. Sito ufficiale dell’UE, Accordo di Parigi)

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Numero verde ONA

Consulenza gratuita

    Articoli simili