venerdì, Maggio 1, 2026

A processo la “fognopoli pugliese” in Sardegna

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È INIZIATO, NEI GIORNI SCORSI, AL TRIBUNALE DI ORISTANO IL PROCESSO DEFINITO “FOGNOPOLI PUGLIESE” IN SARDEGNA. OLTRE 7MILA TONNELLATE DI RIFIUTI FOGNARI PROVENIENTI DALLA PUGLIA SVERSATI NELLE TERRE DELLA MALVASIA DI BOSA

È iniziato, nei giorni scorsi, al Tribunale di Oristano il processo definito “fognopoli pugliese” in Sardegna.

Secondo l’accusa, l’impianto avrebbe diffuso nell’area circostante, compresi i centri abitati di Magomadas, Tresnuraghes, Flussio e Tinnura, emissioni odorose nauseabonde provenienti da oltre 7mila tonnellate di rifiuti fognari provenienti dalla Puglia.

Gli odori avrebbero causato rilevanti molestie e fastidi alla popolazione.

Provocando in alcuni casi anche problemi di salute tali da costringere i residenti a modificare le proprie abitudini di vita.

Le terre coinvolte sono quelle della Malvasia di Bosa, situate alle pendici del Montiferru.

Una lunga fila di camion provenienti dalla Puglia hanno riversato carichi di fanghi fognari a pochi passi dal paese di Magomadas.

Il Tribunale di Oristano dovrà accertare per quali motivi le autorità abbiano autorizzato e realizzato un impianto di trattamento dei fanghi fognari.

Essi provenienti dalle aree industriali dell’Ilva di Taranto, e dai territori di Bari, Monopoli, Altamura e Brindisi, a soli 150 metri dal centro abitato.

La disavventura per i cittadini di Montiferru è iniziata nel 2019, quando un tanfo nauseabondo e senza precedenti ha invaso l’intero paese.

Le esalazioni hanno provocato malesseri e fastidi di vario genere alla popolazione, costringendo molti residenti a rimanere chiusi in casa con porte e finestre serrate.

Oltre a creare vari disagi ai cittadini della Planargia, il flusso di fanghi fognari provenienti dalla Puglia ha invaso il territorio della Malvasia di Bosa, area protetta da un decreto del Presidente della Repubblica.

Nel frattempo le autorità competenti non hanno agito, rimanendo inattive a causa di negligenze e presunte complicità locali.

7.013 tonnellate di fanghi di depurazione, non amendanti

Il Pubblico Ministero Marco De Crescenzo della Procura della Repubblica di Oristano, apre un fascicolo nei confronti della Geco srl.

L’azienda è il punto di riferimento della Puglia per lo smaltimento dei fanghi fognari di tutta la regione.

I capi d’imputazione per l’amministratore della Geco srl Leonardo Galleri vanno dalle «attività di gestione di rifiuti non autorizzata» al «versamento in un luogo di pubblico, transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone provocando emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti».

«Sversava nei terreni in agro di Tinnura e Magomadas, 7.013 tonnellate di fanghi di depurazione miscelati con residui di frantumazione di inerti, da considerarsi a tutti gli effetti di legge “rifiuti” (speciali non pericolosi) e non “ammendante”, in tal modo effettuando uno smaltimento illecito degli stessi».

Così scrive il Pubblico Ministero nel decreto di citazione a giudizio, che precisa: «la sostanza sversata nei predetti terreni va considerata “rifiuto” e non “ammendante”».

Quindi va considerato rifiuto che deve essere smaltito in modo adeguato e non può essere utilizzato per scopi agricoli o ambientali.

La Procura: «tale sostanza è stata versata nei terreni in oggetto senza alcuna ragione di natura agronomica ma al solo scopo di disfarsene».

Una pena esemplare

Le campagne della Malvasia, un tempo considerato il vino più famoso d’Europa e tutt’oggi molto apprezzato, sono state contaminate dai rifiuti fognari, intrisi di materiali speciali e pericolosi.

I fanghi hanno aumentato la concentrazione di metalli pesanti e idrocarburi, disperdendoli nell’ambiente, mettendo a rischio sia la salute pubblica che la qualità del territorio.

All’udienza dibattimentale, giudice Paola Bussu, erano presenti i legali della Geco e gli avvocati delle parti civili costituite, nel procedimento, dai singoli cittadini al Comitato Acqua bene Comune Planargia e Montiferru, Italia Nostra Sardegna, il Comitato Ambiente Planargia, i Comuni di Magomadas, Tresnuraghes, Flussio e Tinnura.

I quali per la “fognopoli pugliese” «chiediamo una pena esemplare per evitare che questo attentato alla salute e all’ambiente possa ripetersi». (Fonte L’Unione Sarda)

Numero verde ONA

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