lunedì, Luglio 22, 2024

Il piano straordinario CONAI rivoluziona la differenziata al Centro-Sud

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CONAI HA RECENTEMENTE LANCIATO UN PIANO STRAORDINARIO, PER INTERVENIRE SUI SISTEMI DI RACCOLTA DIFFERENZIATA A ROMA, BARI, NAPOLI, PALERMO, MESSINA, CATANIA E REGGIO CALABRIA

CONAI Consorzio Nazionale Imballaggi, lo scorso 12 giugno, ha lanciato un piano sperimentale, per rivoluzionare e migliorare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani al Centro-Sud.

Così da aumentare, non soltanto la percentuale dello smaltimento di imballaggi in questa parte di territorio. Ma anche da favorire il raggiungimento dei livelli del Nord Italia, creando una situazione virtuosa più omogenea, sostenibile e salutare per il Pianeta.

Per farlo, ha coinvolto cinque regioni, partendo da sette città: Roma, Bari, Napoli, Palermo, Messina, Catania e Reggio Calabria. In queste ultime risiede il 30% di abitanti per ciascun ente locale.

Zone fortemente popolose, quindi, considerate validi indicatori per testare l’efficacia del progetto e, col tempo, estenderne la durata. Tutto, tra l’altro, pensato in ottemperanza delle richieste e degli obiettivi auspicati dall’UE.

I numeri del progetto

Il piano straordinario CONAI ha stanziato, solo per partire, un investimento di quasi un milione di euro, da utilizzare su un “campione” di riferimento.

Cioè, un milione e duecentomila cittadini, residenti nei succitati centri urbani. Prevedendone poi l’ estensione, a circa sei milioni. Questi ultimi, a loro volta, rappresentano il 30% della popolazione di Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. E, complessivamente, producono la medesima percentuale di rifiuti urbani.

Ciò significa che, dall’inizio del progetto, lo smaltimeno degli imballaggi diventerebbe progressivo e sempre più capillare. Fino al raggiungimento della soglia auspicata dei diciotto milioni di cittadini, che coprono l’intera area di interesse di CONAI.

Le dichiarazioni del presidente CONAI

Proprio a questo fa riferimento il presidente del consorzio, Ignazio Capuano, che pone l’accento sulla densità demografica dei comuni interessati. «Intervenire su queste città – sottolinea – può significare un miglioramento dei tassi di intercettazione dei rifiuti di imballaggio e del loro riciclo, a livello nazionale». Aggiungendo che «si tratta di una richiesta dell’Europa, tramite la fissazione di obiettivi sempre più sfidanti per gli Stati. Perchè tutelare le risorse del Pianeta è urgente ed essenziale».

Ignazio Capuano, presidente CONAI photocredits Ricicla News
Ignazio Capuano, presidente CONAI (photo credit Ricicla News)

Lo stato dell’arte al Centro-Sud

Attualmente esiste un divario, non incolmabile, tra Nord e Centro-Sud, nello smaltimento degli imballaggi e rifiuti urbani. Come sottolineato, infatti, dal vicedirettore CONAI, Fabio Costarella: «I Comuni coinvolti si trovano in cinque Regioni in cui, ancora oggi, la raccolta differenziata ha ampi margini di miglioramento. Con una percentuale che viaggia tra il 51% e il 58%».

Numeri che hanno bisogno di crescere, per ridurre la forbice tra le due aree del Paese. Soprattutto, attraverso investimenti economici mirati. E, non a caso, Costarella parla di finanziamento della «progettazione e formazione degli operatori. Oltre che delle analisi merceologiche e campagne di comunicazione, necessarie per informare e coinvolgere i cittadini».

Mete troppo ambiziose?

Tuttavia, la partenza ambiziosa di CONAI, che guarda a un aumento annuale della differenziata nei comuni interessati, lascia ben sperare. In particolare, l’obiettivo preventivato per Roma è di passare dal 45,8% al 47%; per Napoli, dal 40% al 43,1% e per Bari, dal 40% al 45,5%. Soglie più alte, invece, nei Comuni più piccoli. Per Reggio Calabria, si mira al passaggio dal 41% a oltre il 55%; per Catania, dall’ attuale 22% al 35%; Palermo passerebbe dal 15% al 27% e Messina dal 53% al 63%.

Cassonetti per la differenziata a Palermo - photo credits BlogSicilia
Cassonetti per la differenziata a Palermo (photo credits BlogSicilia)

Gli step di partenza

Il progetto, condiviso con ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani coinvolge anche tutti i Consorzi di filiera del circuito CONAI. Parliamo di Ricrea, CiAI, Comieco, Rilegno, Corepla, Biorepack e CoReVe. Con la supervisione del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica.

La fase di attuazione coprirà tutti gli step di gestione dei piani di raccolta. Partendo dalla «mappatura delle criticità con analisi merceologiche puntuali – come suggerisce Costarella – e dalle valutazioni delle performance del territorio».

Aggiungendo che «per ogni Comune sarà effettuata un’analisi di costi e fabbisogni ad hoc», regolandosi da caso a caso. Le start-up apriranno i giochi, favorendo la formazione del personale dedicato e dei facilitatori. E poi, seguiranno la creazione di materiale informativo, le campagne di lancio e assistenza alle start-up stesse. 

Esempi virtuosi, italiani e non solo

Tra i Comuni interessati dal progetto CONAI, lo scorso 3 giugno, Bari, in collaborazione con Amiu Puglia, ha inaugurato due nuove eco-stazioni per la raccolta selettiva degli imballaggi, nel mercato di via Vaccarella a Carbonara.

Al fine di favorire il corretto smaltimento dell’acciaio, alluminio, plastica, carta e vetro. Ciò in aggiunta a sei eco-stazioni, già attive in altre tre aree della città.

E i numeri della sperimentazione sono significativi, come si legge nel comunicato del Comune stesso: “in dieci settimane (da fine Febbraio fino a tutto Aprile), presso le tre postazioni sono stati conferiti 106.385 pezzi di imabllaggio. In prevalenza plastica”.

Per di più, una nuova postazione è in arrivo. Inoltre, i cittadini più virtuosi che smaltiscono correttamente, hanno diritto a un coupon ogni venti imballaggi conferiti, da spendere negli esercizi che aderiscono all’iniziativa.

La sfida dei cassonetti a scomparsa

Ma il programma eco-friendly della città, non finisce qui. Perché il capoluogo pugliese ha anche installato i primi cassonetti interrati, promettendo di aumentarne ulteriormente il numero, per regalare alla città anche più ordine e igiene.

Un progetto sicuramente efficace, qualora venga messo in pratica seguendo specifici criteri. Tuttavia, in alcune città italiane i cassonetti a scomparsa stanno dando l’esito sperato.

Senza contare che sono in uso, complessivamente, in cinquantamila località europee. Svizzera in testa. Ma ci sono altri esempi meritevoli, come Tirana, capitale dell’Albania. Qui, proprio nell’ottica di incontrare e avvicinarsi agli obiettivi europei sulla tutela dell’ambiente e per accorciare le distanze dall’ingresso in UE, sono stati installati, da tempo, nel centro cittadino.

Col sostegno dell’Ambasciata d’Italia, infatti, l’amministrazione albanese, in collaborazione con Eco Tirana (clicca sul link per leggere l’articolo), ha applicato un programma ad hoc, per regolamentare la waste collection. Incentivando, così, la sostenibiltà e la crescita della capitale come green city.

Tirana, Albania, raccolta dei rifiuti
Tirana, Albania, isola ecologica con automezzo a mono operatore per la raccolta dei rifiuti da cassonetto interrato

Numero verde ONA

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