giovedì, Dicembre 7, 2023

3 marzo 2023, sciopero generale per il clima 

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SCIOPERO GENERALE PER IL CLIMA E MANIFESTAZIONI IN MOLTE PIAZZE D’ITALIA: IN CAMPO ASSOCIAZIONI, COMITATI E CITTADINI PER DIRE BASTA ALLE EMISSIONI NOCIVE. I FRIDAY FOR FUTURE INVITANO ALLA PARTECIPAZIONE

In occasione dello sciopero generale per il clima di oggi 3 marzo 2023, sono molte le associazioni e i movimenti scesi in piazza a protestare (la foto di copertina è di Legambiente).

Tra questi anche Friday For Future, che fa il punto sui temi più scottanti che hanno caratterizzato gli ultimi mesi. Innanzitutto i combustibili fossili, nonostante l’Agenzia Internazionale per l’Energia abbia affermato che per raggiungere emissioni neutre nel 2050 nessun nuovo progetto dovrebbe essere avviato.

Le compagnie del fossile hanno, invece, in programma numerosi nuovi investimenti, alcuni dei quali si configurano come “bombe climatiche”.

Si tratta di progetti di esplorazione ed estrazione di combustibili fossili. Questi sono capaci di emettere in atmosfera almeno un miliardo di tonnellate di anidride carbonica nell’arco del loro intero ciclo di vita. Secondo i Friday For Future, non c’è da stupirsi se anche l’italiana ENI è coinvolta in alcuni di questi progetti.  

Clima, basta perdere tempo

La scienza ci indica come certi servizi nelle città possono migliorare in maniera esponenziale la nostra qualità di vita. Allora, è necessario, quanto prima, che i profitti delle grandi aziende del fossile, destinati a ingrassare le tasche degli azionisti, vadano a sostenere i servizi.  

«Le città diventano sempre più invivibili, con temperature estreme e stili di vita non consoni a una vita basata sul benessere personale e collettivo», si legge in una nota di Friday For Future.

Che continua: «Vediamo come, nei mesi successivi all’inizio della guerra, le grandi compagnie del fossile abbiano portato alle stelle i loro ricavi a causa del conflitto e del rincaro dei prezzi. I governi sono dovuti correre ai ripari, cercando di aiutare le famiglie e le imprese (stesse imprese energivore alle quali andavano parte dei soldi). Abbiamo visto ENI fare utili superiori al 700%, in tutto questo periodo, mentre il costo di vita è già aumentato tantissimo».

Urgono cambiamenti radicali

Per risolvere le sfide sociali, economiche e ambientali che affrontiamo oggi, dobbiamo ripensare lo status quo. I governi e le altre istituzioni di tutto il mondo devono abbracciare nuovi modi di pensare.

Devono anche impegnarsi attivamente nell’innovazione dei sistemi diffusi per compiere progressi reali verso un mondo più sano e più prospero. «Eppure – prosegue la nota -, si continua a inquadrare il proprio lavoro all’interno di modelli economici tradizionali, senza riconoscere il danno che sta causando alla società e al pianeta, gli scioperi, le manifestazioni, poi la pandemia, poi ancora la guerra. Ma queste cose hanno una base comune: la direzione iniqua, consumista e ingiusta che il sistema economico globale ha preso. Possiamo ri-direzionare le risorse per assicurare alle persone una vita più dignitosa, un’esistenza serena e appagante, piena di stimoli, di sogni e di speranze. Portiamo avanti le nostre rivendicazioni, che sono la nostra energia che sempre si rinnovano»

L’appello dei Friday For Future

In occasione dello sciopero per il clima, Friday For Future invita a richiedere misure governative concrete ed efficaci, a costruire una cultura della sostenibilità. Allo stesso modo, si richiede un uso efficiente ed etico delle risorse e della loro giusta distribuzione, la partecipazione cittadina e la cooperazione. Tutto ciò lasciandoci guidare dalle comunità storicamente oppresse e dalle popolazioni che da secoli vivono in equilibrio con il territorio in cui abitano.

Numero verde ONA

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