mercoledì, Agosto 10, 2022

25 marzo, sciopero per il clima

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IL MOVIMENTO INTERNAZIONALE FRIDAYS FOR FUTURE HA PROGRAMMATO PER IL 25 MARZO PROSSIMO UN NUOVO SCIOPERO PER IL CLIMA. I “RAGAZZI DI GRETA” CHIEDONO I DANNI CAUSATI DAI CAMBIAMENTI CLIMATICI, PROVOCATI DAI PAESI PIÙ RICCHI

Il 25 marzo prossimo è in programma un nuovo sciopero per il clima.

L’evento internazionale è organizzato da Fridays For Future per protestare contro i cambiamenti climatici. Ma questa protesta sembra diventare sempre più lotta di classe. E questo perché il riscaldamento globale non impatta su tutti allo stesso modo ma colpisce più violentemente le zone povere del mondo.

“Lo scenario climatico catastrofico in cui stiamo vivendo –  scrivono i FFF sul loro sitoè il risultato di secoli di sfruttamento e oppressione attraverso il colonialismo, l’estrattivismo e il capitalismo, un modello socio-economico sostanzialmente imperfetto che deve essere urgentemente sostituito”.

L’1% dei più ricchi inquinano il doppio del 50% della popolazione più povera

Secondo le stime del movimento nato dall’iniziativa di Greta Thunberg, le nazioni ricche sono responsabili del 92% delle emissioni globali. Mentre, l’1% della popolazione mondiale più ricca è responsabile del doppio dell’inquinamento prodotto dal 50% della popolazione più povera.

Pertanto, gli ambientalisti di FFF, “guidati da lotte storiche e dalle esperienze vissute, guidati dalle persone e dalle aree più colpite, chiediamo i danni per il clima”.

È vero, però, che i Fridays For Future non chiedono la carità. Ma un “processo di giustizia trasformativa in cui il potere politico tornerà al popolo”.

Fornire risorse alle comunità colpite dalla crisi climatica

Quello che i “ragazzi di Greta” chiedono è di soddisfare le “richieste delle comunità indigene, nere, anti-patriarcali e “diverse”, emarginate, di riavere le loro terre, dando risorse alle comunità più colpite dalla crisi climatica. Per permettere loro di adattarsi, ridistribuendo (e, nella maggior parte dei casi, collettivizzando) la ricchezza, la tecnologia, le informazioni, il lavoro di cura e il potere politico, da Nord a Sud, dall’alto verso il basso”.

Come in Giappone, per esempio, dove Fridays For Future del “Sol Levante” ha chiesto al proprio Paese di fermare i finanziamenti per la costruzione di una centrale a carbone in Bangladesh. Un impianto che, tra l’altro, va contro l’impegno preso dal Giappone al G7 dello scorso maggio di porre fine ai finanziamenti esteri al carbone entro il 2021.

Il calendario delle attività di FFF

Qui la mappa delle città che organizzano settimanalmente (il venerdì) uno sciopero per il clima. Per l’Italia sono solo: San Marino, Parma, Verona, Torino, Ostana, in provincia di Cuneo, e Novara.

Qui la lista globale degli eventi e della partecipazione dei singoli Stati o città.

Per diventare attivista nella lotta contro i cambiamenti climatici e dare vita a una nuova piazza attiva ogni venerdì per la protesta, il modo più veloce per mettersi in contatto è inviare un’e-mail a Italia@Fridayssforfuture.org.

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